Un uomo che ha violato 80 donne, viene contattato dalle autorità per sapere, se vuole prendersi cura, di uno dei figli nati dalla sua violenza. La madre del bimbo è scioccata e chiede che venga cambiata la legge.

Un uomo che ha violato 80 donne, viene contattato dalle autorità per sapere, se vuole prendersi cura, di uno dei figli nati dalla sua violenza. La madre del bimbo è scioccata e chiede che venga cambiata la legge.

29 Nov 2018 Non attivi Di Vera Santoro
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Un uomo che ha violato 80 donne, viene contattato dalle autorità per sapere, se vuole prendersi cura, di uno dei figli nati dalla sua violenza. La madre del bimbo è scioccata e chiede che venga cambiata la legge.

Uno stupratore viene contattato dalle autorità, per sapere se vuole prendersi anche lui cura del figlio. La madre del bimbo è scioccata e chiede che venga cambiata la legge.

La violenza

Sammy Woodhouse, aveva solo quattordici anni, quando sfortunatamente incontrò sulla sua strada Arshid Hussain. Fu brutalmente stuprata dall’uomo e dopo quella violenza, si accorse di aspettare un bimbo.

Arshid Hussain, che è stato condannato a 35 anni di carcere nel 2016, recentemente è stato contattato dalle autorità locali della città di Rotherham (Inghilterra settentrionale). Le autorità, volevano sapere se il prigioniero, era interessato ad avere rapporti con il bambino nato dallo stupro che aveva commesso.

Cambiamento della legge

Sammy, dopo essere venuta a conoscenza della cosa, ha richiesto un immediato cambiamento della legislazione.

La donna, ritiene insostenibile una simile richiesta. Non riesce ad accettare, che le autorità, abbiano chiesto all’uomo che l’ha violentata, se fosse interessato a svolgere un ruolo attivo nella vita del figlio.

Questa giovane  madre afferma di essere rimasta molto scioccata e allibita, dopo essere stata informata di questa situazione.

Le autorità

Le autorità, prese di mira da tutta l’opinione pubblica, si sono giustificate, dicendo che non era assolutamente loro intenzione mettere a rischio la sicurezza del bambino.

Visto il clamore che si è scatenato intorno a questa faccenda,  le stesse, hanno poi dovuto ammettere, che questa storia non è stata trattata con il giusto approccio.

Minaccia

Per Woodhouse,, l’atteggiamento assunto da chi avrebbe dovuto proteggere lei e il bambino è assurdo. Ritiene che Hussain non è solo una minaccia per lei e suo figlio, ma anche per molti altri potenziali bambini, nati dalle altre violenze, commesse dall’uomo.

Noto alle autorità

Hussain era  conosciuto nell’area di Rotherham, con lo pseudonimo di Mad Ash. Lui insieme ai suoi due fratelli, avevano formato una gang, specializzata negli stupri.  Si presuppone, che nel periodo in cui hanno agito, abbiano violentato più di 50 donne.

La condanna

La giovane donna, ha raccontato alla BBC, che quando Hussain è stato condannato  a 35 anni di reclusione,  ha creduto di poter finalmente guardare avanti e lasciare definitivamente l’ incubo che aveva dovuto vivere alle spalle.

Condanna a vita per le donne

Woodhouse oggi denuncia, che il sistema è realizzato in modo tale, che le donne a vita, sono costrette a rivivere il loro dramma. Ogni volta che dovranno avere a che fare con il loro aguzzino, saranno costrette a rivivere il loro dramma.

Inoltre,  Woodhouse insiste sul fatto che la sua storia venga conosciuta da tutti,  perché sospetta che non sia la sola a dover fare i conti con un tale incubo. Queste le sue parole:

Perchè le vittime di uno stupro devono essere anche  costrette affrontare il loro aggressore, a causa di diverse incongruenze nel sistema Non ritenete che la violenza subita sia già un fardello da portare per tutta la vita? ”

La spiegazione

Le autorità, hanno cercato di calmare gli animi spiegando che per legge,  Hussain ha teoricamente il diritto di contattare i propri figli. Questo, però  non significa che tali diritti vengano concessi  automaticamente.

Gli aguzzini come Hussain, per  avere il permesso di contattare i figli avuti da donne che hanno violato, devono essere sottoposti prima a valutazioni da parte di esperti. Una volta avuto il referto dei medici, sarà la corte a decidere.

Le autorità si scusano con la donna, perchè nel suo caso,  il dossier è stato trattato goffamente e la giovane donna non avrebbe mai dovuto essere informata di questa situazione!

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