Per alcuni secondi dopo la morte, il nostro cervello funziona ancora. Secondo gli scienziati, ciò ci permette di capire che siamo morti e di vedere e capire ciò che succede intorno a noi!

Per alcuni secondi dopo la morte, il nostro cervello funziona ancora. Secondo gli scienziati, ciò ci permette di capire che siamo morti e di vedere e capire ciò che succede intorno a noi!

15 aprile 2018 Non attivi Di Vera Santoro

Ti sei mai chiesto cosa succede quando moriamo? Gli scienziati pensano di essere molto vicini a dare una risposta a questa misteriosa domanda.

LE NUOVE SCOPERTE SCIENTIFICHE

Si è sempre creduto che una persona muore, quando il cuore smette di battere. Un gruppo di scienziati di New York ha osservato pazienti che hanno vissuto una esperienza di premorte. Sebbene il cervello cominci a morire quasi immediatamente dopo che il cuore ha smesso di battere, le persone sono ancora sveglie ancora qualche minuto dopo la loro morte.

Il dott. Sam Parna, è un medico britannico, specialista in anestesia e rianimazione, primario del reparto di terapia intensiva e direttore del Reparto di Ricerca sulla Rianimazione presso la Scuola di Medicina della Stony Brook University di New York. È una delle massime autorità sullo studio scientifico della morte, sul rapporto mente-cervello umano, e sulle esperienze ai confini della morte. Dal settembre 2008, Parnia fa parte del progetto “AWARE. Secondo Parnia, la morte delle cellule cerebrali inizia in pochi secondi e la rianimazione cardiopolmonare la rallenta. Tuttavia, ci sono casi in cui alcune persone sono ritornate in vita e ciò fa credere, che il cervello funzioni ancora. Lui stesso afferma: “Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore smette di battere […] Ma in questo caso la consapevolezza cosciente sembra essere rimasta attiva fino a tre minuti dopo che il cuore non funzionava più, anche se il cervello di solito si spegne’ dopo 20-30 secondi da quando il cuore si ferma. Quindi, la morte non è un momento, è un processo. E può essere reversibile. Finora, abbiamo la prova che la coscienza umana non viene annullata con la morte. Essa continua per alcune ore dopo il decesso, nonostante sia in uno stato ibernato che noi non riusciamo a distinguere dall’esterno. Se io morissi in questo istante, le cellule del mio corpo non sarebbero ancora morteCi vuole tempo perchè, private dell’ossigeno, muoiano. Più tempo di quello che la gente non immagini. La cosa più strana è che coloro che si sono risvegliati, sono stati in grado di fornire informazioni su ciò che stava accadendo nella sua stanza mentre era clinicamente morti. Tali pazienti sono in grado di descrivere il comportamento di medici e infermieri, descrivere le loro conversazioni, le cose presenti nella stanza e non potrebbero fare ciò senza averne consapevolezza. Quindi benchè il cervello, appaia senza alcuna attività elettrica e quindi non potrebbe registrare, invece questi pazienti, hanno la consapevolezza di ciò che accade intorno a loro. Sono i casi di pre e post mortem, chiamati in inglese “NDE. Se guardiamo alla letteratura medica, è evidente che pochi secondi dopo l’arresto cardiaco, si ferma il flusso sanguigno. E senza sangue, non c’è attività cerebrale. L’encefalogramma è piatto. Eppure non solo il mio studio, ma anche altre quattro ricerche , dimostrano che i pazienti hanno comunque ricordi e memorie. Quindi, c’è qualcosa nel cervello che non abbiamo ancora scoperto e che ha a che fare con la coscienza, oppure è possibile che la coscienza sia un’entità separata rispetto al cervello. Quindi la morte del corpo, non coincide con quella della coscienza” 

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Il dott. Parnia e il suo team non sono sicuri del motivo per cui ciò accade, ma grazie alla ricerca che stanno conducendo, sono arrivati a questa conclusione: “Il denominatore comune delle persone che vivono una esperienza  NDE, è che una volta ritornati in vita, cambiano la loro intera esistenza. Diventano più altruisti, più coinvolti nell’aiutare gli altri. Trovano e danno un senso alla vita e cambiano totalmente. Sono consapevoli di ciò che hanno fatto prima di questa esperienza di premorte e cercano di correggere i propri errori.” Attendiamo con ansia ulteriori scoperte……