Immondizia: “Hanno buttato la mia bambina come se fosse stata spazzatura!” La tremenda storia di una donna che è stata trattata in carcere peggio di una bestia.

Immondizia: “Hanno buttato la mia bambina come se fosse stata spazzatura!” La tremenda storia di una donna che è stata trattata in carcere peggio di una bestia.

7 Giugno 2019 Off Di Vera Santoro

Immondizia: “Hanno buttato la mia bambina come se fosse stata spazzatura!” La tremenda storia di una donna che è stata trattata in carcere peggio di una bestia

La sua storia sta facendo si, che in America, stiano cambiando alcune leggi.

Di tutte le cose strazianti che sono successe a Pamela Winn nel corso della sua vita, nulla è paragonabile al momento in cui ha saputo di aver perso la sua bimba mentre era rinchiusa  in una cella di un carcere nella Contea di Clayton, in Georgia.

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Il drammatico racconto: “Per loro era solo immondizia!”

Ero sdraiata lì, sanguinante, ed incatenata a un letto. Due secondini che non conoscevano mi dissero che avevano buttato la mia piccola creatura nella spazzatura “,

ha raccontato Pamela al The Independent . Il fatto è avvenuto circa dieci anni fa. “Quando i medici le dissero che aveva abortito, è ‘ qualcosa che dimenticherò mai. Mai.” ha aggiunto poi la donna.

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Karen Bass e Mia Love

Karen Bass e Mia Love, dopo aver ascoltato la storia di Pamela, hanno presentato un  nuovo disegno di legge, per le donne incinte e detenute nelle carceri.

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Il disegno di legge, prevede anche il divieto dell’incatenamento e la detenzione in isolamento per le  detenute in stato interessante. “Non pensavo, francamente, che  ancor oggi, negli Stati Uniti  esistessero pratiche così barbare.

Il modo in cui trattiamo le persone quando sono in carcere è vergognoso per il nostro paese”, ha detto Bass a The Independent .

Condanna

La signora Winn  nel 2003 venne incriminata per frode fiscale e condannata. Fu solo durante la sua la sua detenzione al  Deyton Detention Facility nel 2008, che apprese che era incinta da sei settimane. Lei era una infermiera specializzata, ed aveva già due figlie.

Ha raccconto, che la struttura non le ha fornito cure mediche o nutrimento extra durante le prime settimane della sua incarcerazione. Ogni volta che la trasportavano dal carcere per assistere alle udienze le venivano poste delle delle catene. Questa è una pratica condannata sia dall’American College of Obstetricians and Gynecologists che dall’American Psychological Association.

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L’incidente

Durante uno spostamento, la donna cadde, proprio a causa delle catene che aveva sia ai polsi che alle caviglie. Nella notte ebbe una emorragia. Winn racconta che ci vollero giorni prima che un medico della prigione andasse a visitarla e  dodici settimane,  per ottenere l’approvazione per essere  visitata da un medico esterno.

La notte maledetta in cui le perse la figlia e fu trattata come immondizia 

Una notte, mentre era in attesa di ricevere il permesso di sottoporsi a una ecografia, ebbe una forte emorragia e dei dolori lancinanti, che la spinsero a chiedere aiuto.

Quando arrivò il personale medico, era troppo tardi. La sua bimba fu considerata immondizia

Viste le sue gravi condizioni, decisero di trasportarla in ospedale. Qui un medico la informò che aveva abortito mentre era nella sua cella. Quando chiese alle guardie della prigione le sue lenzuola, le risposero che le avevano gettate via. Il suo feto era stato gettato nella spazzatura.

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Le leggi

La signora Bass ha detto di aver purtroppo ascoltato numerose storie come quella di Winn mentre lavorava per la Coalition Community – un’organizzazione che ha fondato a Los Angeles nel 1989, per proteggere le donne detenute.

Lei stessa ha affermato durante una intervista:  “Al momento non esistono leggi statali o federali che vietano di mettere delle donne che aspettano un bimbo in celle strette, nè che vietano l’uso delle catene. 

Quaranta tre stati non richiedono esami medici come parte delle cure prenatali e 48 stati non offrono ai detenuti in gravidanza lo screening per l’HIV. 

 Il manuale del Bureau of Prisons (BOP), afferma che le detenute  in travaglio o che ricevono cure postnatali non dovrebbero essere legate  a meno che non rappresentino una “minaccia immediata e seria” a se stessi o agli altri. Ma tutto  ciò non viene mai rispettato.

Altro caso

Sempre la signora Bass, ha dichiarato che una donna incinta aveva chiesto un’alimentazione supplementare e che le era stato dato in più solo un pezzetto di burro di arachidi e una gelatina al giorno. La signora Winn, ora si batte perchè le leggi cambiano

Non potete mai immaginare, quante donne devono sopportare cose anche peggiori di quello che ho vissuto io e nessuno lo sa. Io sono stata incarcerata per frode medica, ed ho pagato. Non avevo mai ucciso nessuno. Loro si, hanno ucciso la mia bambina, ma non hanno mai pagato per quello che hanno fatto!”

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