Dopo 32 anni, ha fotografato i “bambini di Chernobyl”. Vengono cresciuti  lontano dalle famiglie

Dopo 32 anni, ha fotografato i “bambini di Chernobyl”. Vengono cresciuti lontano dalle famiglie

8 novembre 2018 Non attivi Di Vera Santoro
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Dopo 32 anni, la fotografa Jadwiga Brontē , ha fotografato i “bambini di Chernobyl”. Quelli che erano dei bimbi al momento dell’incidente, oggi vivono in strutture apposite, lontano dalle proprio famiglie di origine. Jadwiga Brontē si occupa dei problemi sociali e culturali di tutto il mondo.

Il suo ultimo progetto, riguarda le vittime di Chernobyl, che sono tenute nascoste e che vivono in istituzioni governative bielorusse. Sono tutte persone che a causa del tremendo incidente avvenuto proprio a Chernobyl nell’aprile 1986, hanno riportato gravi danni fisici e mentali.

Il documentario “Invisible People of Belarus”, mette in luce le condizioni in cui vivono queste persone. Sono dei dormitori con la funzione tra un orfanotrofio, un asilo e un ospizio. Queste strutture hanno carenze molto gravi. Infatti la terapia fisica, viene effettuata raramente. Le attività ricreative, sono quasi assenti. Gli ospiti inoltre, non hanno una vita privata, nè possono avere una vita amorosa. Infatti le relazioni romantiche tra i residenti sono proibite.

Purtroppo alle persone che vivono in queste strutture, è vietato non solo ogni rapporto con il mondo esterno, ma anche con gli stessi parenti. Le strutture sono tutte recintate e dall’esterno appaiono come dei lager. Questo per dare già a prima vista il concetto, che queste persone considerate disadattate e malate, sono persone inutili!

Le conseguenze di Chernobyl

Le conseguenze di Chernobyl non sono ancora passate. Ogni anno nascono bambini con carenze intellettuali e fisiche causate dal disastro del 1986. Nella struttura visitata dalla fotografa, vive anche una ragazza che si chiama  Sveta. Lei è riuscita a parlare, solo all’età di cinque anni. Ci sono volute molte  operazioni per curare la palatoschisi, da cui era stata colpita.

La fotograf

Jadwiga dice in una delle interviste: Ho deciso di documentare storie su bambini trascurati e abbandonati, nati con disabilità fisiche e mentali dopo il tragico incidente di Chernobyl. Volevo sapere come è stata risolta questa delicata situazione

In Europa una cosa del genere non è immaginabile o pensabile. Gli internati sono spesso sovraffollati. Non ci sono molte attività tranne guardare la TV o fare una passeggiata. Alcune ONG internazionali aiutano ad organizzare le vacanze estive per i residenti e ad assumere volontari ogni anno. Gli ostelli in cui vivono gli anziani hanno le peggiori condizioni e le persone sono trattate con mancanza di rispetto. Spacca davvero il cuore vederli. Questi sono luoghi veramente difficili da visitare.

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