A 34 anni posso iniziare a vivere. La polizia ha trovato le prove e non sono più la schiava di mio padre

A 34 anni posso iniziare a vivere. La polizia ha trovato le prove e non sono più la schiava di mio padre

4 Febbraio 2019 Off Di Vera Santoro

Oggi a 34 anni posso iniziare a vivere. La polizia ha trovato le prove e non sono più la schiava di mio padre

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Essere genitori, non vuol dire solo mettere al mondo i figli, ma curarli, amarli e proteggerli.

Questo purtroppo, non è successo a questa donna, che dall’età di 4 anni è stata drogata e violentata da suo padre, Edward Colby.

Lei è Mayameen e vive nel sud del Galles, ed ha deciso di rinunciare all’anonimato.

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Ha rubato la mia infanzia, mi ha rubato la mia adolescenza e fino ad ora ha rubato, anche la mia capacità di parlare.

Aveva solo quattro anni quando una notte mio padre entrò nella mia camera da letto, Io dormivo e lui mi svegliò chiedendomi di toccarlo. Mi disse che tutto era normale. Non avevo idea che non lo fosse. Avevo solo 4 anni!

Raccontare la mia storia è una delle cose più importanti che farò, perché finalmente significa, che posso iniziare a vivere la mia vita, finalmente da donna libera”

Ho 34 anni, è sono un consulente di abusi sessuali

Ho lavorato con migliaia di vittime di abusi, per aiutarli a recuperare e parlare. E’ giusto che a parlare, ora sia io.

Mio padre era spietato e depravato. Mi ha manipolato e dominato. Mi ha fatto vivere nel terrore e nella paura. Per le persone, lui era il miglior padre del mondo!

Non riuscivo a ricordare ciò che mi faceva, ma verso l’adolescenza, iniziai ad avere dei blackout e poi a prendere coscienza di tutto quello che mi faceva.Pretendeva che mi vestissi con abiti sexy .

Dovevo portare i miei capelli bionfi ad una certa lunghezza e nessuno poteva toccarmeli. Ero di sua esclusiva propietà.I ricordi di quello che mi faceva, erano confusi e spesso pensavo addirittura che fossero solo dei brutti sogni.

Ho scoperto solo dopo che mi drogava! Metteva la droga nella cioccolata calda o nel tè. 

Mi svegliavo la mattina sempre con mal di testa e la nausea. 

Decisi a 16 anni di andare via di casa

Lui mi cercò e mi trovò. Lo minacciai che se non mi lasciava in pace lo avrei denunciato. Mi ha sempre ricattato che non avevo nessuna prova in mano e che nessuno mi avrebbe creduto.

Ero ancora una vittima. 

L’abuso era cessato ma il controllo mentale che esercitava su di me continuava. Ho incontrato mio marito mentre ero in vacanza in Egitto e poco dopo mi sposai con lui.

Non volevo che mio padre mi portasse all’altare, ma lui mi ricattò che mi avrebbe fatto ricordare quel giorno.

Mentre ero in vacanza in Tunisia, la polizia, fece irruzione a casa dei miei genitori, dopo aver ricevuto una chiamata anonima riguardo abusi

La polizia trovò i diari che mio padre aveva scritto

Su di essi aveva annotato, quali farmaci aveva usato per lo stupro e per sedarmi.Nella sua mansarda nell’Essex, la polizia ha poi scoperto 60 ore di video, dove si potevano vedere gli abusi e dove lui stesso li decriveva.

La polizia mi ha detto che c’erano diari, videocassette e foto di me, registrate negli anni, segretamente da miopadre. Li teneva come trofei.

Fu arrestato e condannato a 10 anni di reclusione e a giorni uscirà. Durante il processo gli avvocati, mi hanno chiesto quante volte, avessi avuto rapporti con mio padre e l’orribile verità è che non lo sapevo e non lo so!

Sono andata in tribunale per vederlo condannato. Era importante per me, era come un atto di sfida contro mio padre. Quando ho sentito la parola “colpevole” sono crollata.”

Ora Mayameen chiede una revisione del sistema giudiziario

Vuole che tutti coloro che sono riconosciuti colpevoli si sottopongano a una riabilitazione obbligatoria. Dice:

“Un buon comportamento in carcere non cancella il crimine, o aiuta la vittima. Conoscendo mio padre avrà manipolato il sistema nello stesso modo in cui ha manipolato me.

Dobbiamo agire ora, per proteggere le migliaia di altre vittime che vengono abusate in tutto il paese

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